OPEN DAY al CdR di Lebba “Villa del Sole”

CdR Lebba Villa del Sole

Incontro con le famiglie del giorno 30 novembre 2024

Il giorno 30 novembre si è svolto presso la sede del Centro di Riabilitazione di Villa del Sole, in Contrada Lebba, un evento di rilievo sia per gli operatori sia per le famiglie degli ospiti. La giornata ha avuto come scopo precipuo l’incontro tra questi, che hanno avuto modo di condividere insieme una giornata tipo, esplorando la sede e vedendo praticare le attività riabilitative consuete. Quanto descritto è stato coordinato dalla sottoscritta referente sito e dai preziosi operatori, attenti e meticolosi nello svolgere i propri compiti anche in momenti di apertura al pubblico come quello odierno. Inoltre, è stata significativa la presenza dell’equipe al completo, operante nella sede e che si caratterizza per essere eterogenea e con un buon grado di differenziazione delle competenze. In effetti, occasioni di convivialità e di coesione ravvicinata con le famiglie mancavano da qualche tempo, avendo la pandemia Covid portato ad una sospensione forzata di queste.

L’incontro è nato per perseguire taluni obiettivi, tra cui il confronto e la condivisione, la necessità di conferire notevole importanza alla relazione tra il Centro di riabilitazione e la famiglia, nonché tra le famiglie stesse. Per quanto attiene al confronto e alla condivisione, il primo ha riguardato i risultati educativo-riabilitativi raggiunti dagli ospiti, descritti dettagliatamente nei progetti riabilitativi; la seconda si incentra sulla necessità di condividere con le famiglie i risultati raggiunti, mostrando sia il progresso posto in essere sia fungendo da esempio da emulare e riproporre in un contesto familiare.

Sulla relazione tra Centro e famiglia si vuole evidenziare che un tale tipo di ospitalità, ossia quella in regime semiresidenziale, necessita di un rapporto di collaborazione ravvicinato del Centro con le famiglie. Ciò al fine di potersi coadiuvare nel modo più proficuo per ottenere un effetto riabilitativo non solo nel conteso specifico del percorso, ma anche in casa con i propri familiari. È emerso, infatti, che un tale tipo di relazione cooperante è spesso garanzia di ottimi progressi per l’ospite, che in questo modo raggiunge un elevato grado di equilibrio ed adattamento.

Sulla condivisione tra le famiglie è stato interessante osservare come i singoli componenti, siano essi genitori o fratelli e sorelle, abbiano interagito senza remore in un confronto costruttivo e performante sia per situazioni simili, sia laddove le problematiche sottese apparivano non necessariamente comuni ad essi. Lo scambio rispettoso e caratterizzato da un ampio grado di empatia è sempre conseguenza di dinamiche positive e di un importante supporto morale reciproco.

La percentuale di famiglie presenti è stata di diciannove su ventotto quindi oltre il 70%, di queste il 35% ha lasciato note/osservazioni belle e incoraggianti.

Infine, si può concludere che all’esito di questa esperienza si delinea la centralità del gruppo di lavoro degli operatori, che si distingue già per essere un nucleo buono ma che può ulteriormente trarre da simili occasioni delle opportunità di “crescita lavorativa”. Questo con l’intento di attuare un percorso di potenziamento dell’operatore, ispirandosi al principio del miglioramento continuo.

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