Risultati dello screening audio-vestibolare su soggetti interessati da DSA

La Fondazione Padre Alberto Mileno Onlus di Vasto (CH), in collaborazione con l’Università degli Studi di Torino – Scuola di Medicina – Dipartimento di Scienze chirurgiche, ha reso noti i risultati di uno screening audio-vestibolare per soggetti interessati da DSA condotto nel 2017.

Lo studio si è svolto congiuntamente presso la sede centrale di Vasto marina e l’Università degli Studi di Torino ed ha avuto lo scopo di valutare ed allenare in modo specifico soggetti con diagnosi di disturbo specifico di apprendimento (DSA) frequentanti la scuola primaria e secondaria di primo grado.

Sono stati dunque testati ed allenati in modo specifico i sistemi uditivo e vestibolare (in relazione al sistema visivo), per verificare se una diagnosi funzionale specifica coniugata con un allenamento mirato di tali sistemi, possa avere un effetto positivo nell’ambito delle difficoltà di lettura, scrittura e calcolo.

Con questo studio pilota ci si è dunque posti come obbiettivo comprendere come costruire un protocollo di valutazione dei vari sistemi percettivi tramite l’esecuzione di esami (strumentali e non) che garantiscano un’analisi funzionale più dettagliata, nonché di capire se strategie di allenamento percettivo mirato possano favorire un miglior processamento e quindi un miglioramento della sintomatologia rispetto alle capacità di lettura e di attenzione.

Dai risultati ottenuti si può innanzitutto evincere che l’allenamento percettivo mirato ha indubbiamente avuto un effetto benefico su tutto il campione di soggetti testati per ciò che riguarda le abilità attentive. Esse rientrano nel bagaglio delle competenze trasversali a quelle relative alla lettura e sono da considerarsi presupposto indispensabile per qualsiasi processo di apprendimento.

Sono inoltre migliorate le abilità di processamento temporale dei suoni. Il risvolto di tale miglioramento è riscontrabile anche nell’incremento dell’intelligibilità rilevato mediante audiometria vocale con rumore di competizione, a conferma del fatto che sono migliorati i processi discriminativi fra «figura e sfondo».

Per quanto riguarda invece il quadro motorio/vestibolare, mentre la valutazione psicomotoria ha fornito dati interessanti relativi alle competenze prassiche ed alla coordinazione dei movimenti, i dati derivanti dalle valutazioni vestibolometriche non sembrano essere stati sufficientemente sensibili al fine di garantire risultati significativi.

Questo tipo di approccio, in considerazione del breve lasso di tempo entro cui si sono ottenuti tali risultati, sembra essere decisamente interessante da perseguire e pertanto meritevole di essere approfondito aumentando sia la numerosità campionaria che il periodo di training.

Per approfondimenti scarica e consulta il poster scientifico in formato PDF cliccando qui.